Itinerari

Casa Contadina (loc. Sciarborasca) Temporaneamente chiusa al pubblico.

 

Inaugurata nel 1998, raccoglie molti oggetti testimoni della vita e del lavoro di uomini e donne legati al tempo scandito dalle stagioni e dai ritmi della natura. Gli spazi interni sono organizzati tematicamente: la cucina con tutti gli utensili necessari alla lavorazione del latte, della pasta, del caffè; la camera da letto con i lini ricamati a mano, la stanza della filatura e del cucito, il solaio con gli attrezzi dei lavori all'aperto. Gran parte degli oggetti presenti all'interno della casa fanno parte della raccolta allestita grazie alla collaborazione tra la scuola elementare e molti abitanti di Sciarborasca, principali fautori di questo importante luogo della memoria.


Country house Museum (in Sciarborasca) Temporarily closed to the public

The Country House Museum  has been opened in 1998. There, a lot of objects testify life and activities depending on the rhythm of the seasons.
Thematic rooms, such as the kitchen, where we can see  utensils for the processing of milk, of dough, of coffee and such as the bedroom, where we can see handmade linen are there.  But , also,  spinning and sewing room and the loft where country tools are exposed. 
Most utensils and tools have been collected by local Primary School pupils and villagers, main promoters  of this so remarkable “memory space”.

 


Casa di Cristoforo Colombo

Cenni storici: Dalla copia del testamento di Domenico Colombo, padre di Cristoforo, si apprende che l'edificio è ubicato in contrada Caroggio. In tale contrada, come risulta da numerosi documenti d'archivio, hanno vissuto ed operato altri esponenti della famiglia Colombo di Cogoleto,  ed è il luogo dove si trova la casa di Cristoforo.  Ulteriore conferma emerge dal fascicolo delle testimonianze prodotte da Bernardo Colombo di Cogoleto, pretendente l'eredità dell'Ammiraglio. Un teste afferma che Cristoforo lo scopritore e suo fratello Bartolomeo abitavano in detto luoco di Cogoleto,in una casa dove si dice lo Caroggio. Successivamente, la contrada assunse prima la denominazione di Giuggiola, poi Via Cristoforo Colombo ed attualmente Via Rati.  In origine l'edificio era composto da un piano terra e due piani superiori. Nel 1650 il Rev. Antonio Colombo, discendente di quella famiglia, fece dipingere sulla facciata l'effigie di Cristoforo Colombo ed alcune epigrafi.


Ritratto di Cristoforo Colombo

Ritratto di Cristoforo Colombo, sec. XVI - Palazzo Comunale

Casa natale di Cristoforo Colombo, scopritore dell’America. (Cogoleto,1436 c.a. – Valladolid, 1506)

Ubicata nell’antica contrada del “Caroggio” (ora Via Rati) già menzionata nel testamento di Domenico Colombo, padre di Cristoforo, redatto in Cogoleto (I°piano di questo edificio) il 23 agosto 1449, di cui, nel Palazzo Comunale, si conserva copia del secolo XVI. Nel testamento Domenico Colombo nomina la moglie Maria Giusti di Lerca ed i figli: Bartolomeo, Cristoforo e Giacomo e dispone lasciti a favore della Chiesa di Santa Maria e della cappella di San Giovanni Battista (altare famiglia Colombo).

Nel 1650 il Rev. Antonio Colombo, discendente della famiglia dello scopritore, fece dipingere sulla facciata l’effigie di Cristoforo (tratta da un antichissimo ritratto conservato ancora oggi in Comune) ed alcune epigrafi.

Christopher Columbus’ portrait - XVIth century - Town Hall

Christopher Columbus’ birthplace (Cogoleto, about 1436 – Valladolid, 1506)

The house, located in the old Contrada called “Caroggio” ( today, its name is Via Rati) was already mentioned  by Domenico Colombo (Christopher’s father) in his will. He made it in Cogoleto (first floor of this building) on 23th August 1449 and copy of it (made in the XVIth century) is guarded  in the Town Hall.

By it, Domenico Colombo appointed his heirs, i.e. his wife, Maria Giusti from Lerca, and his sons  Bartolomeo, Cristoforo and Giacomo and he  made bequests to St. Maria Maggiore’s Parish Church. In  particular, to the side chapel dedicated to St. Giovanni Battista (belonging to his family).

In 1650 Revd  Antonio Colombo, a heir of the Discoverer, ordered the effigy painted on the façade (based on a very old portrait shielded in the Town Hall),  as well as some inscriptions.


Chiesa di San Sebastiano

In questo luogo sorgeva l’antica cappella rurale di San Sebastiano,  di cui si ha notizia già nel sec. XVI. Secondo la tradizione,  era stata costruita dagli abitanti di Cogoleto quale ringraziamento per avere,  il Santo, salvato il paese da una grave pestilenza.

Nel 1835,  mentre a Genova imperversava il colera, le Autorità Comunali l’adibirono a Lazzaretto: di qui, la  chiusura,  nonché il successivo abbandono. A riportarla all’onore del culto pensò il Parroco Edoardo Del Buono (1872 - 1952), con la collaborazione della cittadinanza. Il precedente edificio fu demolito e, al suo posto, venne edificata la chiesetta visibile tuttora. La prima pietra fu posta nel 1912 e la consacrazione avvenne il 10 agosto 1915, in tono sommesso, dati gli eventi bellici, ma molto partecipato dai cogoletesi. All’interno, possiamo ammirare  affreschi di Ettore Mazzini (Genova 1891-1960).


St. Sebastian's Church

The ancient rural chapel dedicated to Saint Sebastian stood here since XVIth century. It seems that the inhabitants of Cogoleto built it as a votive offering to the Saint who had rescued the small town from a severe plague. In 1835 cholera raged in Genoa and so it became a lazaretto: that’s why it was later closed and abandoned. It was Edoardo Del Buono – parish priest (1872 - 1952) -, supported by citizens,  who decided to erect the new church, after pulling down the former one. The foundation stone was laid in 1912; on 10th August, 1915 it was consecrated. 

Inside, we can see frescoes by Ettore Mazzini (Genoa, 1891-1960).


Area di Archeologia Industriale “Tiziano Mannoni” – Fornace Bianchi

Tipologia: fornace a strato ed a fuoco continuo.

Combustibile usato: fascine e carbone.

Epoca: prima metà sec. XIX.

La calce, ricavata dalla cottura della pietra calcarea estratta dalle vicine colline e cotta nelle numerose fornaci un tempo presenti, è sempre stata una delle attività preponderanti della cittadina.
Proprio per le sue caratteristiche, venne utilizzata per la costruzione di importanti edifici ed opere pubbliche (Mura del XII^ secolo, Palazzo Ducale, ecc.) della Repubblica di Genova, dove veniva trasportata via mare.
Proprio per evidenziare i molteplici aspetti di questa antichissima ed importante attività industriale presente in Cogoleto fin dal XV^ secolo,  nel centro storico, si sviluppa il cosiddetto “percorso della calce”.


Industyrial Archaeology Area (kiln)

This is a fire kiln dating back to the XIXth century (first half). Faggot and charcoal were used as fire.  

Lime was obtained by firing limestone extracted locally and it has always been one of the most important activities of the area.
Due to its characteristics, it was also used for buildings in the Republic of Genoa (see XIIth century’s  walls, Palazzo Ducale, etc.) where it was transferred by sea.

As a consequence, many people and many activities were involved and connected to this production: that’s why you can also follow “kiln tour” in the old town center.


Oratorio di San Lorenzo

L'Oratorio di San Lorenzo ha origini antichissime ed è, da secoli,  sede dell'omonima Confraternita. Secondo un antio manoscritto, ivi custodito,    la Confraternita fu fondata nel 1400.

Sappiamo, inoltre, che vi si  riuniva il locale “Parlamento” per assumere importanti iniziative nell'interesse della popolazione.

All'interno si possono ammirare: un dipinto raffigurante il martirio del Santo, pregevole opera attribuita a Giovanni Battista Carlone (1603-1684), ed alcune opere del pittore Gino Grimaldi (1889-1941).

All'esterno, bassorilievo raffigurante S. Lorenzo - opera di Antonio Brilla (1813 – 1891).

Il 10 agosto, per solennizzare la festa di S. Lorenzo, patrono di Cogoleto, si svolge la tradizionale processione dei “Cristi”.


St. e’s Oratory

St. Lawrence’s Oratory is very old and, according to an ancient manuscript kept there, the still active Confraternity was founded in 1400. It has always been involved in charity.

Inside we can admire:The Martyrdom of the Saint, a fine painting by G.B. Carlone,(1603-1684) and some paintings by Gino Grimaldi (1889-1941).

On the southern façade, a bas-relief by Antonio Brilla (1813-1891).

On August, 10th, a spectacular procession of the area’s ancient Confraternities with their majestic, artistic Christ figures takes place.


Orto botanico

L´Orto Botanico di Villa Beuca è esteso complessivamente per 34.000 m2 con tre zone principali: la Cornice Didattica, gli Ambienti Liguri e la Cornice Spontanea.

La Cornice Didattica è sempre aperta al pubblico,è  integrata con panchine per il riposo e giochi per i bambini, sebbene non manchino richiami ed elementi di approfondimento al mondo delle piante.

La sezione Ambienti Liguri,  perimetrata ed aperta al pubblico secondo un orario stagionale differenziato, offre uno spaccato dei principali ambienti vegetali della Liguria (scogliera marina, macchia e gariga mediterranea, bosco montano, zona antropica con piccolo campo, vigneto ed oliveto,  rupi e roccaglia, ecc.).

La sezione Cornice Spontanea, infine, è caratterizzata dalla vegetazione, lasciata in condizioni di spontaneità  apparentemente insignificante, ma molto importante sotto il profilo scientifico e meritevole di tutela.


Villa Beuca Botanic Gardens

With an extension of  about 34.000 square metres, it is divided into three main areas: the Didactic Area, the Ligurian Corner and Self-vegetation.

The Didactic Area: it welcomes visitors, but also people who just want to have a rest and children who want to play in the open air.  It is always open to all and some panels briefly illustrate the area.

The Ligurian Corner: it is a delimited area where visitors only are admitted – timetable depending on seasons. It is a cross-section of Liguria’s habitat, i.e. cliffs, Mediterranean scrub and garrigue, wood, anthropic area (olive grove and vineyard), rocks, etc..

Self-vegetation: it is a very important area from a scientific point of view, worthy of environmental protection, too.


Parrocchia San Bernardo (Lerca)

La chiesa di San Bernardo risulta già presente in Lerca nel sec. XVI.

Smembrata dalla parrocchiale di Santa Maria di Cogoleto, nel 1615 è riconosciuta parrocchia.

Demolita la vecchia chiesa, nel 1924 iniziano i lavori per la costruzione di quella attuale. Tutta la popolazione del borgo si prodiga per erigere l'edificio.

All'interno si possono ammirare gli affreschi realizzati nel 1944 dal pittore Ettore Mazzini.


St. Bernard's Parich Church

In the XVIth century there was already St. Bernard’s Church in Lerca.
 

It depended on the Parish Church of Cogoleto until 1615; since then, it became a separate one.

The erection of the present Church began in 1924: every villager contributed to it, both materially and financially.

Inside we can see frescoes by Ettore Mazzini (Genova,  1891-1960).


Parrocchia Santa Maria Maggiore

 

Il primo documento che attesta la presenza in Cogoleto della Chiesa di Santa Maria risale al 1308.

L'antica Chiesa (consacrata l'11 aprile 1554), è demolita negli anni 1877-1878 e, nello stesso luogo, si effettuano i lavori per la costruzione di una nuova e più grande chiesa, sulla base del progetto e sotto la direzione tecnica dell’Architetto Maurizio Dufour (1826-1897). Nella circostanza si assicura degna sistemazione al cosiddetto altare della famiglia Colombo,  dedicato a San Giovanni Battista.

All'interno si possono ammirare diverse opere di pregio, tra cui  una tela raffigurante trapasso di S. Giuseppe, la Crocifissione, una statua - in legno  - della Santa Vergine (visibile soltanto a settembre, in occasione della Festa della Natività) ed affreschi di Raffaele Albertella ( XX sec.. Fra gli altri incarichi,  il restauro delle vetrate artistiche della Cattedrale di San Lorenzo – Genova).

Sulla facciata,  lato mare,  un’iscrizione ricorda l’esistenza di un antico castello, distrutto da Napoleone nel 1809 per consentire la costruzione della nuova strada Nizza – Roma.


St. Maria Maggiore's Parish Church

The very first document attesting the existence of Saint Mary’s  Church in Cogoleto dates back to 1308.

The oldest Church – which had been consecrated in 1554, April 11th – was pulled down in 1877-1878 and, in that very place, a new and bigger Church was built, on the design of and under the supervision of  Maurizio Dufour (1826-1897), Architect.  On that occasion, the altar belonging to  Columbus’ family and dedicated to St. John the Baptist was deservedly placed.   Today we can still admire it, as well as some valuable works, such as a painting portraying St. Joseph’s final hour, another one the Crucifixion,  the Virgin Mary (wooden statue – visible in September, only) and some frescoes by Raffaele Albertella (XXth century – he also restored the stained glass windows of St. Lawrence’s Cathedral in Genoa).

On the southern façade, an inscription recalls the old castle which was pulled down under  Napoleon, in 1809, in order to build the new road from Nice to Rome.


Torre (loc. Lerca)

Di Lerca, antichissimo villaggio situato nell'entroterra di Cogoleto, si ha già notizia nel sec. XIV.

E' il luogo natale di Maria Giusti, madre di Cristoforo Colombo, scopritore dell'America.

Lerca fu un feudo del marchese Gian Carlo Di Negro (Genova, 1769-1857), illustre personaggio genovese,  uomo di lettere e poeta, artista e uomo di cultura, ricordato per i ricevimenti nei quali ospitò gran parte del mondo culturale dell'epoca (tra i quali, Silvio Pellico e Giuseppe Mazzini).

Alla sua morte, passò in eredità alla figlia Laura, andata in sposa al marchese Agostino Spinola: di qui una nuova “epoca d’oro” per la località turistica.

A testimoniare questo illustre passato restano alcuni edifici di indubbio interesse,  con gli stemmi nobiliari di tali famiglie,  e la Torre,  probabilmente parte di una più grande struttura difensiva.


Tower (in Lerca)

Lerca, placed in the hinterland, was already known in the XIVth century. It is the birthplace of Maria Giusti, Christopher Columbus’ mother. 

In XVIIIth and XIXth centuries,  prestigious Genoese families –  Di Negros and Spinolas - stayed here and often held receptions (Silvio Pellico and Giuseppe Mazzini, among their guests).

A few buildings are evidence of this great past and the Tower is  - probably  -  what remains of a bigger defensive complex.